domenica 28 febbraio 2010




Mi chiamo Guido Guidi, ho ventinove anni ed ho deciso di accettare la proposta di candidarmi come indipendente nella Federazione della Sinistra, soggetto nato dall’unione di Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani e Socialismo 2000. Attualmente sto terminando un Dottorato di Ricerca in Pensiero Politico e Comunicazione Politica sul movimento dei piquetoros in Argentina. Nella mia vita ho cominciato ad apprezzare la politica seguendo l’esempio dei miei genitori, entrambi attivisti sindacali. Da loro ho imparato l’importanza di guardare al di là del mio naso, prendere a cuore i problemi del prossimo e capire che - direttamente o indirettamente - riguardano anche me.
Crescendo ho avuto modo di partecipare attivamente ad alcuni gruppi ed associazioni operanti nel territorio genovese: all’Università ho promosso un’assemblea, insieme a Stefano Barabino, per discutere tematiche relative all’Ateneo ed agli interessi dei partecipanti. Da questa esperienza ho scoperto la bellezza del confronto, al di là delle posizioni prestabilite, che ti permette di cambiare idea insieme agli altri e crescere come persona e come gruppo. Successivamente ho militato in diversi collettivi del movimentismo genovese, partecipando alle giornate del G8 e vivendo il lento declino e la disillusione collettiva che ne è seguita.
Inutile fingere ottimismo, la sinistra italiana sta vivendo un periodo di forte crisi sia a livello movimentista sia a livello partitico. Ma è proprio questo il momento di impegnarsi attivamente, perché l’enorme patrimonio che ci viene dall’esperienza dei nostri genitori non si sciolga come neve al sole. La nascita di una Federazione della Sinistra può e deve essere pensata come un momento di nuova partecipazione all'interno di un soggetto dai contorni ideologici non ancora definiti, ma con la responsabilità storica di raccogliere ed innovare l'esperienza della Sinistra organizzata, rilanciandola nel futuro.
Per questo ho costruito insieme ad un gruppo di amici un blog: intendendolo come uno strumento interattivo per trovare, aggiungere e modificare le idee che si possono leggere sotto forma di articoli, senza indicare una linea predefinita. Lo stile che proponiamo all’interno di questo spazio è eminentemente pratico, vogliamo stare con i piedi per terra ma con la testa alta, rivolta verso il nostro enorme patrimonio ideale.

martedì 23 febbraio 2010

Lettera di un partigiano



In noi c'è un bisogno di quiete e questo porta ad allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica. Ma questo è il più tremendo, il più terribile, credetemi, risultato di un’opera di diseducazione ventennale del fascismo, che martellando per vent'anni da ogni lato è riuscita ad inchiodare in molti di noi il pregiudizio: fondamentale quello della "sporcizia" della politica. Qui sta la nostra colpa, Noi italiani, con tanti secoli di esperienza, usciti da un meraviglioso processo di liberazione risorgimentale, in cui non altri che i nostri nonni dettero prova di qualità uniche di un attaccamento alla cosa pubblica, il che vuol dire a se stessi, abbiamo abdicato, lasciato ogni diritto, di fronte a qualche vacua, rimbombante parola?Che cosa abbiamo creduto? Ci siamo lasciati strappare di mano tutto, da una minoranza inadeguata, moralmente e intellettualmente. Il brutto è che le parole e gli atti di quella minoranza hanno intaccato la posizione morale; la mentalità di molti di noi. Credetemi, la “cosa pubblica” siamo noi stessi: ciò non è un luogo comune, una parola grossa e vuota, al di là di ogni retorica, constatiamo come la cosa pubblica è, la nostra famiglia, il nostro lavoro, il nostro mondo, insomma, che ogni sua sciagura è sciagura nostra, come ora soffriamo per l'estrema miseria in cui il nostro paese è caduto: se lo avessimo sempre tenuto presente, non sarebbe successo questo.Come vorremmo vivere, domani? No, non dite di essere scoraggiati,di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere!Ricordate, siete uomini, avete il dovere se il vostro istinto non vi spinge ad esercitare il diritto, di badare ai vostri interessi, di badare a quelli dei vostri figli, deivostri cari. Avete mai pensato che nei prossimi mesi si deciderà il destino del nostro Paese,di noi stessi e quale peso decisivo avrà la nostra volontà se sapremo farla valere. Se credete nella libertà democratica, in cui nei limiti della costituzione, voi stessi potreste indirizzare la cosa pubblica.Oggi bisogna combattere contro l’oppressore. Questo è il primo dovere per noi tutti.>
Partigiano Giacomo Ulivi, da:ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana (http://www.italia-liberazione.it/ultimelettere/)

domenica 14 febbraio 2010

Per un Piano Regionale dei Trasporti innovativo e vincolante



Il Piano Urbano della Mobilità di Genova di fresca approvazione, prevede di qui a vent'anni la conservazione dello status quo, senza alcun impegno alla riduzione del trasporto privato motorizzato a favore del trasporto pubblico e della mobilità ciclopedonale. Addirittura tale Piano arriva a sostenere che a Genova manchino 80 mila posti auto, anziché riconoscere che semmai vi sono 80 mila auto di troppo in città. Il sovrannumero di veicoli viene visto come un ostacolo alla circolazione che ha impedito lo sviluppo del settore automobilistico al livello delle altre grandi e moderne città!

Ormai, la massiva presenza di auto, genera un'occupazione indebita e prepotente della quasi totalità degli spazi, privandone del godimento i cittadini. Essa, inoltre, è ormai riconoscibile come il principale ostacolo materiale all’offerta di un servizio pubblico efficiente. Ma, come osservato, nel Piano non vi è una chiara intenzione di ridurre il tasso di motorizzazione a Genova. Al contrario si prevede un contributo pubblico alla realizzazione di nuove strade (strada a mare, strada di sponda del Polcevera, Nodo di San Benigno, tunnel sub-portuale, Gronda) e alla costruzione di nuovi parcheggi.

Occorre affrancarsi dal trasporto privato, per liberare spazio da dedicare alla socialità, al trasporto pubblico, alla mobilità pedonale e ciclabile, e trattatare adeguatamente strumenti importanti di auto condivisa quali il car sharing, il car pooling ed il servizio taxi.

Un innovativo e vincolante Piano Regionale dei Trasporti, concepito nell'ottica della mobilità sostenibile, può essere lo strumento per obbligare le città liguri a rivedere i loro Piani Urbani della Mobilità.
Nello specifico genovese, chiediamo pertanto che si prevedano interventi a sostegno della mobilità pubblica atti alla riduzione del numero di autoveicoli nel centro cittadino:

- Migliorando il nodo ferroviario, prevedendo nuove fermate urbane e realizzando una vera e propria ferrovia metropolitana;
- Investendo nel Tram e negli impianti di risalita;
- Prevedendo un piano della ciclabilità ed un sistema intermodale bici+trasporto pubblico (in particolare grazie a ferrovia ed impianti di risalita);
- Aprendo nuovi spazi e percorsi pedonali, migliorando quelli esistenti: il 20% della mobilità a Genova è pedonale!
- Bloccando le devastanti e dannose grandi opere che aggravano solo i problemi, offrendo nuovo spazio ai mezzi motorizzati

lunedì 1 febbraio 2010

DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA


Dobbiamo pretendere dalla politica di poter partecipare al processo decisionale. Abbiamo gli strumenti per poter dire la nostra, a cominciare da internet: dobbiamo usarli, discutere i provvedimenti in itinere e proporne di nuovi.

Per farlo abbiamo bisogno di essere informati!

Per questo proponiamo di istituire una legge sulla trasparenza dei bilanci e degli atti amministrativi. I bilanci e le proposte di legge più importanti vanno pubblicati sul sito internet della regione e sottoposti a un dibattito pubblico.

La Regione Puglia nel 2008 ha fatto qualcosa di simile.

http://www.regione.puglia.it/web/files/legge_trasparenza/legge_trasparenza.pdf;

Parallelamente bisogna aprire tavoli di discussioni tra istituzioni ed associazioni ed organizzazioni pubbliche interessate ai nuovi progetti di legge, chiedendo agli interessati di esprimere pareri e proposte ai fini della modifica costruttiva dei provvedimenti.

PUNTI PROGRAMMATICI

DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA
- Promulgare una legge regionale sulla trasparenza degli atti amministrativi sul modello di quella pugliese 2008 http://www.regione.puglia.it/web/files/legge_trasparenza/legge_trasparenza.pdf;
- Installare sul sito regionale una sessione in cui i singoli assessori descrivono periodicamente la loro attività ed aprire una discussione pubblica su l’operato di ogni assessorato;
- Aprire un forum sul sito della regione Liguria in cui si discutono nuove o eventuali proposte di legge con dei moderatori che si occupano poi di raccogliere le opinioni e le proposte più interessanti ed inserirle nei provvedimenti;
- Attivazione di un progetto per l’installazione di internet wireless negli spazi pubblici;
- Pubblicare in rete le audizioni delle commissioni consiliari con associazioni, movimenti e parti sociali al fine di ampliare l'informazione e la discussione sulle varie proposte di legge;
- Avviare operativamente un servizio che introduca internet wireless in biblioteche ed università;
- Agevolazioni fiscali ad esercizi commerciali: bar e ristoranti che si dotano di servizi wireless;


AMBIENTE E MOBILITA' SOSTENIBILE:

- Utilizzo a fini pubblici delle aree industriali dismesse, impedendo la loro trasformazione in rendita immobiliare;
- Piano regioale per lo sviluppo delle energie rinnovabili e della green economy;
- Politiche regionali di sostegno alla riduzione a monte della produzione di rifiuti;
- Istituzione di canoni ambientali all’interno dei piani regolatori per la costruzione di nuovi edifici, seguendo i criteri del risparmio energetico;
- Sostenere progetti pilota di mobilità sostenibile su determinati quartieri delle città liguri, incentivando il car pooling tra privati (che abitano nello stesso quartiere e decidono di andare a lavorare insieme), assicurando sicurezza e vantaggi in termini di parcheggi per chi decide di partecipare al progetto;
- Diminuire l’impatto ambientale nei settori in cui maggiormente si inquina: ad esempio a Genova il sistema elettrico è alimentato a partire da una centrale a carbone!

POLITICHE PER L'INTEGRAZIONE:

- Piano regionale per la creazione e lo sviluppo di centri interculturali a partire dalle politiche per l'infanzia;
- Promozione di un forum migranti che comprenda mediatori ed attivisti di ogni comunità per la discussione sulle nuove leggi sulla "sicurezza" e su eventuali iniziative comuni promosse all’interno di centri aggregativi per comunità migranti da aprire in ogni capoluogo ligure;
- Incentivazione dei corsi di italiano per stranieri;

LAVORO:

- Lotta alla precarizzazione del lavoro, incentivando le imprese a trasformare i contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato;
- Sostenere le cooperative esistenti nel mondo del lavoro attraverso un piano di incentivi adeguato;
- Assegnare sussidi di disoccupazione a chi rimane senza lavoro per un periodo di almeno sei mesi;
- Combattere lo sfruttamento dei giovani attraverso l'uso indiscriminato di stage e tirocini.

SANITA':

- Più territorio si ma come e perché;

Sanità: piu territorio si ma come e perchè?


“I medici di medicina generale saranno chiamati sempre di più a operare in strutture assistenziali associate esercitando in equipe con il supporto di una adeguata dotazione di personale infermieristico in grado di assicurare una più efficace assistenza domiciliare continua e diffusa. Un sistema di strutture intermedie (strutture di ricovero ‘zonali’ a bassa tecnologia) dirette dai medici di famiglia dovrebbe mantenere la continuità assistenziale dando concretezza al passaggio dal “to cure” al “to care”, dove la persona bisognosa di aiuto può essere curata nell'ambito della sua famiglia e della sua condizione ambientale. É in questa prospettiva che l’insegnamento della medicina generale si dimostra irrinunciabile nel processo formativo dello studente e per la professione del medico di famiglia”.

Intervista a Maurizio Benato, vicepresidente della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri)

http://www2.fnomceo.it/PortaleFnomceo/showItem.2puntOT?id=66355

La Strada



Le nostre città stanno diventando sempre più invivibili, congestionate e rumorose. Per entrare ed uscire dal lavoro stiamo delle ore immersi nel traffico. Ma nonostante ciò in pochi si chiedono: qual'è la funzione delle strade nelle città contemporanee e come si gestisce il problema del traffico? La strada serve solo per far circolare persone e merci o è anche e principalmente un luogo di incontro?

La strada in cui noi passiamo parte della nostra giornata è la nostra casa comune, dove incontriamo gli amici e ci fermiamo a chiacchierare, dove mangiamo e baviamo in compagnia. E’ possibile che il rumore e lo smog ci costringano ad attraversare le strade solo come "piloti"? a passare in strada il minor tempo possibile? E’ possibile che comincino a uscire delle ordinanze comunali che impediscono di mangiarsi un panino o di bersi una bibita in strada in nome del consumo negli esercizi privati?

Dobbiamo cambiare la nostra concezione di strada ripensandola nuovamente come un luogo-in-comune. Un luogo pubblico. La strada non è un semplice luogo di passaggio per raggiungere il posto di lavoro o un bar in cui mangiare. Dobbiamo ripensare al sistema di trasporto pubblico e privato per rendere nuovamente le nostre città luoghi di incontro e di socializzazione.

Su questo punto guarda i punti programmatici che proponiamo e dai il tuo contributo.