martedì 1 giugno 2010

EVADIAMO LA "sorveglianza speciale". Mobilitazione il 7 Giugno davanti al tribunale presidio ore 8.30



Il prossimo 7 giugno il tribunale di Genova sarà chiamato a decidere se applicare a Luca, anarchico genovese INCENSURATO, la "sorveglianza speciale", riesumando una legge fascista del 1938. Questo provvedimento, proposto dalla DIGOS genovese, prevede una lunga serie di limitazioni alla libertà personale come il divieto di partecipare a iniziative pubbliche, entrare nelle sedi di movimento, allontanarsi dalla città e uscire la sera per una durata variabile da 1 a 5 anni. Pena: il carcere.
Contro queste pericolose riesumazioni dobbiamo reagire con la massima forza ed unità, ricordando a chi di dovere che Genova è pur sempre la madaglia d'oro alla resistenza ed è ancora capace "NELLA NOTTE" di farsi GUIDARE DALLE STELLE!!

7 GIUGNO ore 8,30 Tribunale di Genova!

venerdì 16 aprile 2010

La Consulta boccia la legge antiCIE



copia-incolla di xcittà
GENOVA - Sì ai centri di identificazione ed espulsione in Liguria. A dichiarare illegittima la legge regionale che afferma l’indisponibilità ad avere sul proprio territorio strutture o centri in cui si svolgono funzioni preliminari di trattamento e identificazione personale dei cittadini stranieri immigrati, è stata la Corte Costituzionale. Una sentenza che di fatto dà il via libera alla realizzazione di Cie nella nostra regione. Nel marzo del 2009 era stata Rifondazione Comunista a proporre la legge contro i Cie, che era stata approvata, tra le polemiche, grazie ai voti della maggioranza di centrosinistra .

lunedì 12 aprile 2010

IO STO CON EMERGENCY




ARTICOLO PRESO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO


Sabato 10 aprile, militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale.
Il Blog ha raggiunto al telefono Gino Strada.

Gino Strada: "Il quadro resta quello che avevamo delineato già il primo giorno. Si tratta di una aggressione all'ospedale di Emergency. Un'operazione messa insieme, preparata, premeditata e studiata per togliere di mezzo un testimone scomodo delle atrocità della guerra. E' la lettura che continuiamo a dare.
La conferma delle notizie che continuano a susseguirsi: "hanno confessato!" - poi ovviamente dodici ore dopo - "nessuno ha mai detto che avevano confessato!". E' un sintomo del fatto che questa bolla sta facendo acqua. Del resto basta guardare i filmati. Le forze internazionali smentiscono la loro presenza, e poi c'è un filmato in cui si vedono militari Inglesi nel nostro ospedale; manifestazioni popolari contro Emergency fuori dall'ospedale, e poi c'è un filmato in cui si contano ventiquattro - dico ventiquattro - persone che urlano in un campo di calcio.

Sono gli strilloni di regime: un po' di propaganda. "Trovate armi" e poi si vedono scaffali con scatole tutte in ordine e poi per terra un paio di scatole con dentro qualche arma - chissà chi ce le ha portate.
E' una grossa montatura e credo che la ragione sia molto semplice: non si vuole far sapere ciò che avviene lì. Non a caso non c'è un solo giornalista che possa seguire le operazioni della più grande campagna della NATO - così l'hanno definita loro - degli ultimi decenni e si vuole togliere di mezzo un ospedale che è poi quello che riceve le vittime di quella campagna. E siccome per il 40% i feriti sono bambini, la cosa secca un po', si preferisce cercare di far credere all'opinione pubblica che si è lì per portare la pace e la democrazia e che casomai si colpisce qualche pericolosissimo terrorista. Di un paio d'ore fa è la notizia di altri quattro civili uccisi dalle forze NATO e la notizia che le forze NATO sono state incriminate per le stragi di civili.
Non è la prima volta che si cerca di fare queste operazioni contro l'ospedale di Emergency. Adesso oramai siamo alla vigilia della nuova, grande offensiva di primavera, che vuol dire altre stragi, altri morti, altri massacri e quindi si vuole togliere di mezzo quell'ospedale.
Blog: "Cosa si può fare per sostenere Emergency in queste ore?"
Gino Strada: "La prima cosa è firmare l'appello che c'è sul sito di Emergency, una raccolta firme giusto per esplicitare questa solidarietà, questo non credere da parte dei cittadini a queste accuse infamanti, a queste montature che mettono assieme varie spie, poliziotti, militari e criminali vari. E poi credo che presto dovremo mobilitarci. Noi stiamo già pensando a una grande mobilitazione su scala nazionale per il fine settimana, se la soluzione non dovesse venire prima.

giovedì 1 aprile 2010

GRAZIE A TUTTI

Vorrei ringraziare tutti per l'affetto e l'aiuto che mi è stato dato nell'organizzare questa campagna elettorale! Sono contento di come è andata al di là dei voti presi(231), perchè penso e spero che sia rinata, per lo meno in qualcuno di noi, un po' di voglia di partecipare alle cose politiche e di partito, in questo caso la Federazione della Sinistra. In qualcuno sta maturando l'idea di fare la tessera e di "stare alle calcagna" del candidato eletto dalla Federazione al consiglio regionale Alessandro Benzi - alessandrobenzi.it - . Vi invito per tanto a dire la vostra su questo tema, senza essere timidi nel commentare. E vi ringrazio tanto, mandando un abbraccio ideale a tutti!!

martedì 23 marzo 2010

Regionali: Intervista al candidato "no global"



Linko intervista che ho fatto con un social network appena nato che vi invito a visitare: xcittà.

domenica 21 marzo 2010

C'E' BISOGNO DI MUOVERCI


La Liguria è la regione italiana in cui si usa maggiormente il treno. Ciononostante negli ultimi quindici anni il servizio ferroviario è andato peggiorando. Poca attenzione viene prestata alla qualità e alla quantità dell'offerta di trasporto pubblico. Noi crediamo che le ferrovie possano essere motore di una svolta per la Liguria. Una svolta per la qualità di vita dei liguri, per l'ambiente, per il turismo!



• STAZIONI PIU' ACCESSIBILI E CON PIU' SERVIZI:
Le stazioni sono la porta d'accesso alle città e dovrebbero valorizzare le nostre splendide località. Le stazioni devono tornare a fornire servizi: sale d'attesa, biglietterie, bar, negozi, servizi igienici, informazioni turistiche; e devono essere accessibili, aperte da più lati, a più quartieri e in corrispondenza di interscambi con altri mezzi.

• NUOVI TRENI RAPIDI, COMODI, CAPIENTI:
Il materiale rotabile è vecchio e sporco. La Regione ha deciso l'acquisto di nuovo materiale. Ma questo impegno non basta. Soprattutto, occorre scegliere treni adeguati alle nostre pendenze e alle nostre gallerie, non farsi imporre da Trenitalia materiale inutilmente costoso e concepito per la Padania. Ed occorre investire in manutenzione e pulizia.

lunedì 15 marzo 2010

Riconnetere città e campagna con un'economia solidale


I gruppi di acquisto solidale (GAS) sono una realtà sempre più viva ed
estesa. Sono nuclei di un'economia diversa e solidale, che muove dal
basso e si irradia su tutto il tessuto sociale, mettendo in moto
pratiche virtuose. Grazie ai GAS nella società si attivano nuove
relazioni tra i cittadini, basate su giustizia e rispetto dell'ambiente.
In Liguria la rete dei GAS ha avuto maggiori difficoltà a svilupparsi,
anche per l'inadeguatezza del comparto agricolo regionale. Eppure,
proprio ai tempi della crisi industriale e della speculazione edilizia,
la Regione Liguria deve investire diversamente sul proprio territorio,
cercando di recuperare il rapporto tra la città e la campagna, tra la
costa e l'entroterra. L'abbandono di paesi e valli dell'entroterra (che
tanti danni ha portato, tra cui anche la piaga degli incendi boschivi)
può essere invertito se agricoltori e allevatori ricevono maggiori
garanzie. La Regione può farsi promotrice di un rapporto di
collaborazione tra GAS e aziende locali, facendo sviluppare un'economia
a chilometro zero basata su criteri di equità ed ecologia. In tal senso
possono svolgere un utile funzione anche incentivi fiscali mirati, sul
modello di quanto messo in atto, per esempio, dalla Regione Piemonte.
Inoltre la Regione deve intervenire per risolvere uno dei problemi
cronici dei GAS, quello degli spazi dove far convergere ed eventualmente
conservare la merce. A tal fine occorre un piano regionale che individui
sia spazi comuni per i GAS sia spazi dove far incontrare GAS e produttori.